Una gioventù

cantante

 

Di SABRINA SMETKO

 

Il motto del 15esimo Festival giovanile di quest’anno, che si svolge ogni anno a Medjugorje “Vogliamo vedere Gesù” riassume il Messaggio che da 23 anni risuona da Medjugorje nel mondo. Il mondo ha fame di Dio e i fatti ci dimostrano che a Medjugorje l’uomo lo cerca sempre di più, perché sempre più soffre la mancanza di amore, di verità e gli è sempre più difficile orientarsi nelle cose lecite di questo mondo in cui ci sono sempre più idoli e falsi valori. Un’immensa moltitudine di giovani da tutto il mondo si è riversata a Medjugorje per vivere, in questi giorni di caldo estivo, la vicinanza della Madre e di suo Figlio. L’interesse per questo tipo di  raduno nella preghiera e nel canto mostra che davvero Medjugorje è un’oasi di pace e di amore, un luogo dove gli occhi si aprono e si conosce la verità. Prova di tutto questo è l’uomo che diviene sempre più cosciente di quanto egli abbia bisogno del suo Creatore, Dio, che è più grande di lui, che lo ama e comprende.

Il primo giorno del Festival il parroco della Parrocchia di Medjugorje, fra Branko Rados, si è rivolto ai presenti con parole di benvenuto: “Vi saluto qui nel Santuario della Regina della Pace che ci dice – cari figli -. E’ bellissimo ascoltare queste parole dalla bocca della Madre. Lei desidera portarci a suo Figlio, per questo siamo qui, perché in questi giorni ognuno di noi ascolti per se le parole – caro figlio -. Siamo venuti per sperimentare la misericordia del nostro Dio e a cercare risposte a molte domande”. Nell’omelia fra Branko ha invitato tutti i presenti a riflettere e a chiedersi perché siamo qui e cosa ci aspettiamo. “Grazie perché aprirete gli occhi e le orecchie al bene, non vi abbiamo preparato birra e coca cola, non vi offriamo il riposo corporale, sfilate di moda o fuochi d’artificio, ma cibo per l’anima e per la vita”. Nella sua riflessione il Parroco di Medjugorje, ben conosciuto dai pellegrini, è stato interrotto qualche volta da applausi e la Messa è proseguita con canti pieni d’entusiasmo.

Quel giorno, come gli altri, è iniziato col Rosario, la Messa, i canti ed è finito con l’adorazione e i canti. Il programma era pieno di relatori, testimoni, si è svolta anche la Processione, organizzata già da fra Slavko, che i partecipanti al Festival ben ricordano. Durante il programma il ben conosciuto Prof Ivancic si è rivolto paternamente ai giovani: “Vogliatevi bene all’inizio del vostro entrare nella vita. Noi vi abbiamo lasciato un mondo pieno di terrorismo, male, ma abbiate il coraggio di entrare nella vita. C’è l’Onnipotente che controlla ogni opera dell’universo. Ci credete? Voi potete diventare uomini geniali e grandi Santi, grandi riformatori di questo mondo”. Dai vari contributi tutti hanno potuto trarre forza e decisione per il loro futuro. Tutti i presenti hanno mostrato grande interesse per suor Elvira e i testimoni della Comunità Cenacolo, essendo coscienti che la droga è un problema che paralizza l’inizio della vita di uomini cari e creativi, cosa che i testimoni della Comunità hanno mostrato nella presentazione dei “Misteri della Luce”.

Tutto il programma del festival è stato pensato come un accompagnamento paterno nella vita e in questo spirito hanno parlato anche i veggenti e i relatori impegnandosi perché le loro parole toccassero il cuore dei giovani che si preparano al futuro. Quanto più il Festival trascorreva, tanto più nasceva in tutti il desiderio che si prolungasse. Molti hanno stretto amicizie e si sono scambiati indirizzi. Tutti, giovani e anziani, si sono uniti e i quattrocento sacerdoti hanno lavorato giorno e notte per la Messa, le Confessioni e l’Adorazione.

I giovani sono venuti per vedere e sperimentare Gesù e fra Jozo l’ha veramente mostrato loro con le parole “Avete ascoltato le testimonianze solo di alcuni di coloro che  hanno sentito una voce forte a cui non hanno potuto resistere e già hanno lasciato tutto per servire il Signore. Questo può farlo l’uomo da se stesso? No, non può, come il giovane ricco non è stato in grado di dare i suoi averi, ma se n’è andato triste…. A Medjugorje migliaia di uomini piangendo hanno deciso di servire il loro Dio come religiosi, sacerdoti, madri e veri cristiani. Questo significa sperimentare la grazia, vedere Gesù”. La notte seguente, dopo l’Adorazione, tutti, giovani e anziani, erano in piedi. A lungo si è applaudito, cantato e ballato, si è lodato il Signore. Questa volta il Signore si è inculturato nella folla spigliata e erano a tratti entusiasti anche quelli delle vecchie scuole della Chiesa e nell’aria si sono alzate molte mani. La Gospa e Suo Figlio sanno ciò che fanno. Nel cuore della gioventù cantante il sentimento di profonda accoglienza e desiderio della Gospa e di Gesù e verranno di nuovo a Medjugorje per prepararsi a poco a poco a imprese impegnative.

L’ultima sera, dopo la fine del programma di congedo davanti alla Chiesa, si è organizzata una veglia sul Krizevac e alle cinque in punto è iniziata la Messa per accompagnare i giovani al centro della loro vita. La Messa è stata presieduta da fra Ljubo Kurtovic che ha pregato il Signore con tutti i presenti perché il seme gettato in questi giorni dia molto frutto.

Dopo la Messa, la già un po’ stanca, ma entusiasta folla con il canto pian piano si è sciolta. E’ così coi i primi raggi del sole gli autobus erano già pieni e molte mani hanno salutato un’ultima volta la Gospa e Medjugorje, dandosi l’arrivederci al prossimo anno.

 

FONTE: “Glas mira” Agosto 2004, pagg. 18-20. Traduzione personale.    

 

Ringrazio Barbara per la foto!