ADORAZIONE: TEMPO CON GESÙ

 

 

“Vieni, Signore Gesù!”

 

E’ Sabato e sono le 21:30. La folla dei giovani che in questi giorni riempie Medjugorje per il Festival giovanile sta cercando di trovare posto intorno all’Altare esterno: molti non sono neppure andati a mangiare dopo la Messa perché sapevano che ci sarebbe stata l’Adorazione Eucaristica e volevano avere e, soprattutto, mantenere quel minimo di posto per potersi inginocchiare e Adorare in pace Gesù, Pane di vita. Mentre nel mondo al Sabato sera molti giovani non cercano altro che la confusione e lo sballo, a Medjugorje quella sera migliaia di giovani cuori volevano solo trovare un po’ di posto per immergersi nella contemplazione del Volto velato di Cristo: questo è il segno più grande della presenza della Gospa, della “Donna eucaristica”. Il Papa nella sua ultima Enciclica dice che è proprio Maria che ci introduce a contemplare Gesù Eucaristico. Come è vero questo: dal 1984 la Gospa riunisce la Parrocchia che Lei ha scelto, quella di Medjugorje una volta alla settimana davanti all’Ostia Divina e così insegna ad ognuno nel segreto del cuore ad adorare Suo Figlio! I pellegrini che giungono a Medjugorje non sono invitati a guardare a segni strani o sensazionali, ma a fissare i loro occhi in quell’Ostensorio dove il Signore è presente per mostrarci il Suo infinito amore. Ecco perché quei giovani in quel Sabato sera di Agosto erano così impazienti di adorare Gesù!

Noi malati siamo i più fortunati per l’Adorazione: troviamo sempre i posti davanti… Ecco perché io, appena giunto quella sera, posso subito immergermi in un grande silenzio per prepararmi all’Adorazione… Una voce dolce e conosciuta, però, mi spinge ad aprire gli occhi: sei tu, caro fra Slavko, che, prima di iniziare, ci raccomandi di non fotografare durante la preghiera, ma di cantare e pregare. Sì, tu sai bene che, se il nostro cuore sarà aperto e disponibile, pregando incontreremo il nostro Maestro, Gesù di Nazareth che sta per venire incontro a ognuno di noi. Come un piccolo “Giovanni Battista” allora ci inviti a “preparargli le strade”, a lasciare tutto ciò che ci può distrarre e ad aprirci completamente. Appena finisci di parlare, il coro inizia a provare la base musicale di “Kumbaya” e questo ci aiuta a raccoglierci. Intanto, tu corri veloce in sacrestia e sali la scaletta esterna per entrarvi. All’interno la sorella sacrestana ti ha già preparato la cotta e la stola che indossi iniziando già a pregare dentro di te. Poi vai all’interno della Chiesa, ti inginocchi e apri il Tabernacolo per prendere il Santissimo: mentre Lo inserisci nel grande Ostensorio, preghi Gesù che entri così anche in ciascuno dei nostri cuori. Sollevi l’Ostensorio con grande, infinito rispetto e ti avvii all’esterno: le porte sono tutte aperte: davanti al Signore ogni porta si apre!

Il canto “Kumbaya” inizia sottovoce e poi sempre più sostenuto, man mano che tu ti avvicini all’Altare. Ecco, finalmente poni il Santissimo sulla Mensa e ti inginocchi, vuoi scomparire: il tuo compito era quello di portarci Gesù vivo, ora Lui è davanti a ognuno di noi: il Sole di Giustizia ci visita sorgendo dall’alto. Tu, dentro di te, preghi per ciascuno di noi, perché la porta del nostro cuore si possa aprire per accogliere la Salvezza che vuole entrare nella nostra casa.

 

 

 

 “Grazie Signore, credo che Tu sei in mezzo a noi!”

 

 

Quanto è importante il canto, soprattutto nell’Adorazione! Tu lo sapevi bene e per questo dicevi spesso ai giovani del coro di scegliere canti semplici durante l’Adorazione e ripetitivi: così il nostro cuore, piano piano, si sarebbe aperto alla visita del Signore. Infatti, quella sera, in poco tempo si crea un’atmosfera di grande raccoglimento e preghiera profonda: ad uno ad uno gli occhi si chiudono e i cuori si fanno più attenti ad ascoltare la voce dello Sposo Divino. Anche tu, o forse soprattutto tu, desideravi quel momento di incontro “cuore a cuore” con Gesù al termine di una giornata che, come sempre, avevi speso in un servizio ininterrotto del Suo Regno. Anche tu sentivi il bisogno di raccogliere la tua mente e tutta la tua interiorità davanti a Dio e certamente anche per te non sempre questo era facile: i pensieri si affollavano, i ricordi, le meditazioni che dovevi tenere, le intenzioni che ti avevano affidato…. . Ma il tuo forte, anzi fortissimo desiderio di incontrare il tuo Signore aveva alla fine la meglio e riuscivi a pregare col cuore. Mi ha sempre colpito una cosa osservandoti durante varie Adorazioni: cercavi di tenere sempre gli occhi chiusi proprio per non perdere un momento del tuo intimo contatto con Dio.

L’altro grande amico delle tue ore di Adorazione era il silenzio, infatti, appena terminato il primo canto tu restavi a lungo in silenzio prima di iniziare le meditazioni perché non volevi essere tu a guidarci nella preghiera, ma desideravi permettere al Signore di guidarci Lui stesso tramite te. Durante il silenzio, mentre rimango a occhi chiusi, sento il cicaleccio dei grilli nella notte estiva: anch’essi con il loro verso sembrano voler magnificare il creatore dell’universo. Leggendo i tuoi libri, caro fra Slavko, ho poi capito come probabilmente occupavi quel tempo di silenzio, perché suggerivi la stessa cosa: ripetere in silenzio, nel profondo del nostro cuore, qualche piccola frase di lode a Gesù presente in mezzo a noi, come “aumenta la mia fede!”, o “Gesù ti amo” o qualche lode spontanea. In questo modo, la meditazione che poi pronunciavi era solo l’espressione di ciò che dicevi a Gesù nel tuo cuore. Spessissimo tu ci invitavi innanzitutto a dire al Signore che crediamo nella Sua Presenza Eucaristica: sapevi che è la fede che apre il Cuore di Gesù verso di noi e il nostro cuore a Lui. Sicuramente trasformavi in preghiera anche tutte le traduzioni che dovevi fare della tua meditazione: lo risentiva dal tono dolce e calmo di voce che usavi. Per te era come ripetere infinite volte al Signore la tua lode e il tuo grazie per il dono della Sua Presenza!

Quando Adoravi l’Eucaristia sembrava proprio che per te ci foste solo tu e Gesù in un dialogo intimo con Gesù e tu con fiducia ti abbandonavi pienamente nelle sue mani grandi e amorose!

Anche l’atteggiamento del tuo corpo era molto istruttivo: eri sempre prostrato e quando non traducevi ti raccoglievi ancor di più davanti a Gesù, la luce vera che illumina ogni uomo.

 

 

 

“Vieni, Spirito Santo!”

 

“O Luce di Sapienza, svelaci il grande mistero…” canta un Inno Liturgico dedicato allo Spirito Santo. Sì, Gesù questa sera, in questo momento è davanti a noi vivo e vero, ma noi per crederlo fortemente abbiamo bisogno del Dono dello Spirito Santo che ci renda capaci di vedere oltre le apparenze: ecco il motivo per cui l’Adorazione proseguiva sempre con un canto di invocazione allo Spirito Divino. Gli strumenti iniziano a suonare la melodia dolce del canto, mentre tu chini ancora di più la tua testa, come a voler esprimere ancora una volta plasticamente la tua disponibilità alle ispirazioni dell’Ospite dolce della tua anima. Il canto si svolge in tutte le lingue e la mia mente va istintivamente all’episodio narrato negli Atti degli Apostoli in occasione della Pentecoste “Ciascuno li sentiva parlare la propria lingua, come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi”: anche questa sera stiamo invocandoti, Dito della mano di Dio, perché tu tocchi e svegli i nostri cuori! Tra una lingua e l’altra si alternano pause solo strumentali, in cui il cuore si può sprofondare completamente nell’Amore di Dio e lasciarsi riempire della sua soave presenza. In quei momenti senti che il tuo spirito viene dissetata dall’ “Acqua viva” che Gesù ci dona senza misura e capisci in profondità cosa sia la preghiera del cuore a cui la Gospa ci invita instancabilmente! Ogni tanto, tu caro fra Slavko, ci suggerisci alcune brevi intenzioni per cui pregare lo Spirito e così la preghiera si trasforma veramente in un profondo dialogo con Dio che si svolge nel segreto del cuore….

Il canto continua, mentre tu, in silenzio e immobile, rimani davanti al Signore. I tuoi occhi sono ermeticamente chiusi, ma il tuo cuore si spalanca alla luce divina e gusti l’intimità col Signore: lo si nota dall’espressione di dolcezza e pace che affiora sul tuo volto. Improvvisamente sento vicino a me che una ragazza comincia a piangere dolcemente: è proprio vero, lo Spirito ci tocca e ci guarisce nel nostro profondo, lì dove non può arrivare nessun medico umano e noi ci sentiamo amati, ci sentiamo figli di Dio! Mentre mi sollevo un attimo dalla mia posizione per sistemarmi meglio, uno spettacolo stupendo mi si impone: dietro di me migliaia di giovani sono in preghiera profonda ad occhi chiusi! Veramente lo Spirito ci porta alle profondità della preghiera! Un ragazzo in quel momento si inginocchia a ginocchia nude sulla ghiaia pungente: è talmente tanto il desiderio di inginocchiarsi che non importa se le ginocchia si fanno un po’ male… Dentro di me sento il cuore ingombrato da tante cose e un grande desiderio di riuscire ad adorare il Signore come te, ma tu col tuo atteggiamento sembri dirmi: devi solo aprirti a Lui!

A un tratto mi ricordo del messaggio in cui la Regina della Pace ci invita ad adorare Gesù così da non parlare di Lui come di qualcuno che conosciamo appena e bisbiglio: “Sì, o Santo Spirito, solo Tu puoi farmi entrare in intimità con Gesù!”.

Terminato il canto, ecco di nuovo il silenzio, riempito dalla Presenza dello Spirito, venuto a “visitare le menti dei fedeli”.

 

 

 

 

“Grazie, Maria: tu mi insegni ad adorare Gesù!”

 

Il momento intenso di silenzio si interrompe e tu, fra Slavko, dici grazie alla Gospa per il suo invito incessante all’Adorazione del Santissimo e per l’assicurazione della sua presenza materna con noi specialmente in quei momenti. Il momento dell’Adorazione Eucaristica chiarisce molto bene il ruolo di Maria nella nostra vita: portarci a Gesù e insegnarci a vivere di Lui! La Regina della Pace ha educato progressivamente la vostra Parrocchia e tutti i pellegrini a questo ed ora voi vi riunite intorno all’Ostia d’Amore tre volte alla settimana. Da quello che chiedevi a Maria durante le Adorazioni si capiva che avevi appreso molto bene questo concetto: è Lei che ci mette nella disposizione giusta dinanzi al Signore vivo in mezzo a noi! Il momento in cui noi siamo veri e autentici devoti e cari figli della Gospa è proprio quello in cui ci prostriamo, come te o Maria, con tutta l’anima davanti al Figlio di Dio per ricevere tutto il suo Amore.

Tu, fra Slavko, alunno diligente della scuola di Maria, lo sapevi bene: per questo la invocavi in ogni Adorazione, ma ancora più intensamente la invocavi nella tua preghiera silenziosa che seguiva le traduzioni. La invocavi per ciascuno di noi e chiedevi a Gesù che ripetesse per ciascuno di noi quella parola bellissima che aveva detto prima di morire: “Figlio, ecco tua Madre!”, perché tutti noi potessimo veramente accoglierla nel nostro cuore e comprenderla sempre più come un tuo grande, immenso, meraviglioso dono! E’ impressionante notare come già il terzo messaggio della Gospa alla vostra Parrocchia sia dedicato all’Adorazione del Santissimo Sacramento: possiamo dire tranquillamente che, se Medjugorje è divenuto un centro così grande centro di preghiera, è perché si è scoperta la grazia immensa contenuta nel piccolo Tabernacolo: la Presenza viva, reale e sostanziale del Salvatore del mondo. Tu, Gospa, ci inviti incessantemente ad innamorarci di Lui perché sai che più saremo uniti a Lui e più saremo nella gioia! Sentendo fra Slavko ringraziare Maria della sua presenza quella sera, immagino che la Vergine percorra senza sosta quella spianata piena di giovani cuori e ci inviti ad abbandonarci totalmente al Suo Figlio. Alzo lo sguardo e osservo il volto del frate: è completamente assorto, sembra proprio che la Madonna ormai l’abbia condotto nelle profondità della contemplazione! Ormai il suo cuore era vicino a quello di Gesù attraverso Maria: ecco si è realizzato il desiderio della Gospa: “di Medjugorje non voglio solo fare un luogo di preghiera, ma realizzare l’incontro dei cuori” ha detto in un messaggio. Maria è stata ancora una volta “l’Arca dell’Alleanza” che ci ha portato Gesù! Lei certamente è con noi e dice al Suo Figlio: “Vedi, non hanno più vino!” e certamente lo accompagna mentre Egli tocca ciascuno dei nostri cuori e ci dice: “D’ora in poi fa’ ciò che lui ti dirà”.

Parte il canto “Kao Marija” il cui ritornello è molto significativo: “Che io adori solo Te, che a te doni tutto, che ti ami con tutto il cuore, come Maria, o Gesù!”. Sì, aiutaci o Madre ad amare Gesù come lo ami Tu!

 

 

 

“Ti adoriamo!”

 

Così, caro fra Slavko, terminavi sempre ogni tua meditazione durante l’Adorazione. In quella piccola frase era riassunto tutto ciò che sentivi di dire al Tuo Signore a nome tuo ed a nome di tutti noi presenti. Nel modo in cui lo dicevi si intuiva che davvero il tuo cuore lo sentiva e desiderava viverlo: ogni volta che lo dicevi il tuo volto si illuminava di grande felicità! Anche noi quella sera ci siamo uniti a quel “ti adoriamo” e abbiamo sperimentato che proprio lì sta la pienezza e il senso profondo della nostra esistenza. Stando davanti al Signore e cercando di adorarlo con tutto me stesso, mi sento accolto, amato e protetto: Gesù non è più un nome lontano, ma una Persona che inizio a conoscere e sento il desiderio di conoscere sempre di più! Comincio a considerare la Sua grandezza, la Sua fedeltà, la Sua presenza nella mia vita perché tu, fra Slavko, mi inviti a farlo, mi inviti a ringraziare, che poi significa adorare Dio! Nella luce dello Spirito santo mi si schiude un mondo nuovo, o meglio, inizio a vedere gli interventi d’Amore di Dio nella mia vita: come a San Paolo per la preghiera di Anania caddero le squame dagli occhi, così gli occhi dei nostri cuori cominciano a scorgere i passi di Dio nella nostra vita. Quanto è vera quella frase della Gospa: “Non vedete le grazie di Dio, pregate e le vedrete”. Sì, stando davanti a Gesù, luce che illumina, ci rendiamo conto di quanto Lui ci ami e cresce in noi, allora, la fiducia in Lui: quella stessa profonda confidenza in Lui che abbiamo potuto notare in te, fra Slavko. Chissà quante volte giungevi al momento dell’Adorazione pieno di sofferenze e macigni nel cuore, ma non importava: tu sapevi e credevi di avere davanti a te il Signore che vedeva nel tuo cuore ed era sempre pronto a venirti in aiuto secondo i Suoi amorosi disegni! Nelle tue meditazioni ci invitavi sempre a pregare il Signore per le nostre situazioni concrete, come a dirci che è la quotidianità il terreno vero in cui dimostriamo veramente di amare e adorare Gesù sopra ogni cosa!

Spesso ci invitavi a chiedere perdono al Signore per tutte le volte in cui non abbiamo avuto tempo per stare con Lui e non siamo stati capaci di “prendere tempo” per Lui. Quanto è vero: il Signore lo adoriamo anche dandogli il nostro tempo e mai come durante quelle Adorazioni guidate da te comprendevo che, non donando il tempo a Dio, mi privavo della più grande felicità e pienezza di vita. Tu sapevi benissimo che il tempo con Gesù era il più importante della giornata: ecco perché, fin dall’inizio dell’Adorazione toglievi l’orologio. E’ un gesto piccolo, forse per qualcuno insignificante, ma a me ha insegnato molto perché mi ha mostrato che quello che ci dicevi cercavi di viverlo tu per primo. Certamente ci saranno stati giorni nella tua vita in cui non sei riuscito a raccoglierti, ma non per questo diminuivi il tempo dedicato al tuo Dio a cui anelavi con tutta l’anima: sapevi che quel tempo era suo e doveva esserlo ad ogni costo. Mi hai insegnato che i momenti più veri in cui adoriamo Gesù sono proprio quelli in cui ci fidiamo di Lui anche se non vediamo nulla ma crediamo nel Suo amore contro ogni speranza!

 

 

 

“Dì a Gesù nel silenzio del cuore…”

 

La cosa che mi ha sempre affascinato del tuo modo di pregare, caro P. Slavko, era il fatto che per te pregare era semplicemente parlare con Gesù! Mi ricordo di una sera a Medjugorje durante la preghiera di guarigione: hai detto solo “Dì a Gesù tutto quello che c’è nel tuo cuore” e poi sei stato in silenzio per 20 minuti. All’inizio quella cosa mi era sembrata strana: come in una preghiera di guarigione non si fanno suppliche comuni? Che sciocco! Certo, devo riconoscere che non fu facile entrare in quel silenzio, ma quella sera capii veramente, o meglio sperimentai, che Gesù non desidera altro che questo: che gli apriamo con verità il nostro cuore perché questo è segno di fiducia in Lui! Non dimenticherò mai la pace che ho sperimentato nel mio cuore: sentivo di aver davvero incontrato Gesù e quello che mi stupiva e continua a stupirmi è la semplicità con cui si può parlare al Signore: basta aprire il nostro cuore!

La stessa cosa tu ci invitavi a fare in ogni Adorazione, per farci sperimentare che per Gesù nulla di ciò che noi viviamo è insignificante e che Lui desidera essere il nostro più grande amico e confidente. Così la preghiera non sarà mai ripetitiva perché ogni giorno abbiamo qualcosa da portare e confidare al Signore!

Dopo averci invitato a farlo, tu stesso ti immergevi in questo colloquio profondo con Dio e quante cose avrai avuto da dirgli… era bello perché in quel momento ci sentivamo tutti uniti intorno a nostro Padre che ci ascoltava! E piano piano, parlando con Lui, Egli ci dona i suoi occhi e le nostre difficoltà si ridimensionano perché sappiamo di non doverli affrontare da soli: c’è Lui, il Dio Onnipotente con noi! Ecco dove tu attingevi la tua forza straordinaria nelle prove, caro Padre Slavko, in questo colloquio semplice con Gesù! Lui ti dava il sorriso anche quando il tuo cuore era triste e ti concedeva il dono di infonderci tanta fiducia! Grazie per averci insegnato questo piccolo “segreto”!

Non mancava mai nelle tue Adorazioni una particolare intenzione di preghiera per i malati e anche lì si notava la tua fiducia sconfinata nel Signore: non ricorrevi a preghiere particolari, ma semplicemente dicevi a Gesù che noi tutti credevamo nella Sua Parola sulla guarigione dei malati e lo pregavi di dire “solo una parola” per noi! Anche questo per me è stato un grande insegnamento di fede umile e profonda, grazie fra Slavko!

 

 

 “Kyrie eleison”

 

Dopo un ulteriore canto e momento di silenzio, apri nuovamente gli occhi e ti alzi. Per tutti noi quello era il segno di due cose: del fatto che l’Adorazione stava finendo, ma soprattutto che si avvicinava uno dei momenti più intensi della nostra preghiera: il canto del Kyrie eleison. Ricordo che la prima volta che venni a Medjugorje questo canto mi colpì tantissimo, o meglio, non tanto il canto in sé, ma il tuo modo di cantarlo. Con gli occhi chiusi tenevi sollevato l’Ostensorio con una dolcezza infinita e per tre volte intonavi la stessa preghiera che il cieco del Vangelo rivolse a Gesù: “Signore, abbi pietà di me!”. Questo mi aiutava a comprendere e credere con maggior forza che quello che era davanti a me nell’Ostia consacrata era veramente Gesù!

Intervallavi le tre invocazioni, ripetute da noi, con brevi momenti di silenzio in cui, girando l’Ostensorio verso le tre direzioni della spianata, pregavi per noi e noi, a nostra volta, supplicavamo il Signore. Veramente per me quello era sempre un momento atteso delle Adorazioni guidate da Te! Dopo aver fatto una così grande esperienza di Dio, come potevamo dubitare che ci ascoltasse, secondo la Sua Volontà, dandoci ciò di cui veramente avevamo più bisogno?

Veramente in quegli attimi si notava che pregavi per noi, che ti univi alle nostre suppliche a Dio. Non dimenticherò mai l’espressione di fiducia che c’era sul tuo volto: tu sapevi che non avevi in mano un pezzo di pane, ma il Figlio di Dio! Guardandoti adorare Gesù la mia fede nella Sua Presenza Eucaristica è diventata più forte e convinta!

Dopo aver pregato ci impartivi la Benedizione Eucaristica che suggellava quell’incontro di gioia col Signore in mezzo a noi: Egli ci riempiva di Pace e ci mandava ad annunciare al mondo che Lui è risorto e presente oggi fra noi!

 

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